LA MUSICA, PATRIMONIO DELLA CIVILTÀ

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LA MUSICA, PATRIMONIO DELLA CIVILTÀ

Nella splendida cornice della Chiesa San Michele Arcangelo ai Minoriti di Catania si è conclusa lo scorso 8 novembre la terza edizione del Festival organistico “Per Vocem, instrumenta et organum” organizzato dall’ERSU (Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catania

con la direzione artistica della prof.ssa Antonella Fiorino che ha proposto, anche quest’anno, un programma ricco e variegato, contribuendo ancora una volta a valorizzare il prezioso patrimonio organario siciliano, recentemente restaurato dalla Regione, ed a diffondere la cultura e la musica tra gli studenti universitari.

Molto comune è assistere ad un concerto per organo e tromba, un po’ più raro sentire l’organo con altri strumenti: gli ottoni.

La serata ha visto come protagonisti all’organo il M. Gianluca Libertucci, musicista di livello internazionale, organista delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Organista titolare inoltre della Cappella dei SS. Martino e Sebastiano della Guardia Svizzera Pontificia e delle Udienze Generali del Santo Padre. Egli insegna Organo e Composizione organistica nel Conservatorio Statale di Musica “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto (Treviso).

 

Coprotagonista il quintetto di ottoni costituito da Vincenzo Savasta – prima tromba, Francesco Fratantonio – seconda tromba, Ignazio Coco – corno, Rosario Adornetto – trombone, Davide Spataro – basso tuba, giovani musicisti attivi in ambito orchestrale e solistico che occupano le prime parti dell’Orchestra Sinfonica dell’Ersu.

Il gruppo si dedica principalmente alla musica che spazia dal seicento al novecento, un modo di proporre il repertorio degli strumenti d’ottone utilizzati nella musica profana in genere, ma soprattutto in quella sacra.

Il quintetto ha eseguito un vasto repertorio di musica sacra, classica, romantica. La compagine ha percorso quattro secoli di storia attraverso brani originali e trascrizioni come ad esempio le composizioni di Bach, Haendel, Pachelbel, Spergher e così via.

Il programma del concerto era molto variegato, dal momento che ha attinto sia da trascrizioni di opere in origine composte per altri strumenti, sia da materiale pensato sin dall’inizio per quintetto di ottoni e organo.

Il repertorio per questo tipo di ensemble cameristico, in particolare, è per la gran parte successivo alla Seconda Guerra Mondiale, essendosi delineata l’attuale formazione che prevede due trombe, corno, trombone e

basso tuba proprio negli anni ’50.

La bellezza dello spettacolo allinea titoli di Handel, Bach , Clarke, Pachelbel, Mouret , Spergher, Lemmens, Clark, Haydn, Donizetti, Telemann senza provocazioni, fra tradizione e modernità, che esalta una delle migliori qualità del quintetto di ottoni: la possibilità di fondere la propria sonorità con lo strumento sacro per eccellenza: l’organo.

L’organo è stato protagonista di tutti i percorsi del Festival che ha avuto inizio lo scorso febbraio e si è concluso l’altra sera sulle note del suggestivo organo Serassi eseguite in modo sublime dall’organista Gianluca Libertucci.

Il nuovo percorso organistico itinerante per il 2008-2009 è già in cantiere e al più presto verrà reso noto al nostro caloroso pubblico.

di Nicola Barone